Il successo era affare di Melissa P. Io ero una ragazzina con i brufoli e facevo sogni magnifici. 

L’11 luglio 2003 esce in Italia 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire, un libro che avrebbe cambiato la vita di una
ragazzina di 17 anni che con lo pseudonimo di Melissa P. scalò le classifiche italiane fino a raggiungerne la vetta in
pochissime settimane.

Dopo 10 anni da quel giorno chi è oggi Melissa P.?

La bugiarda è il racconto spietato di un’adolescenza indomita.

La storia di una ragazza che non è capace di stare al mondo così come le hanno insegnato o, meglio, come non le hanno insegnato.

Che ha bisogno di coltivare desideri magnifici e di avvicinarsi il più possibile all’idea che ha di se stessa, anche se questo comporta delle perdite. Fin da bambina Melissa ha un sogno: diventare una scrittrice. Ed è quello che diventerà, a sedici anni, lasciandosi alle spalle tutte quelle cose che non hanno mai trovato posto nella sua vita. Diario intimo e autentico di una crescita non omologata, di una femminilità slegata dalle convenzioni, La bugiarda è un atto di libertà urlato al mondo. È la storia di una famiglia feroce che non riesce a sopravvivere a se stessa e alla realtà che cambia, il racconto di una amore fra una madre e una figlia. Di un successo arrivato troppo in fretta, ma a cui è stato possibile sopravvivere. A dieci anni dalla pubblicazione di uno dei più incredibili casi editoriali italiani, 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire, l’autrice ripercorre le tappe di un privatissimo cammino verso una rinascita; una lettura che non fa sconti a nessuno, tantomeno alla televisione che di quel successo è stata complice e carnefice insieme. Perché nessuno può raccontare Melissa P. meglio di Melissa Panarello.

A rendere intenso un lavoro come La bugiarda è una disperazione di fondo che ne autentica la scrittura e avvolge il lettore in una dimensione estremamente umana, che è la dimensione di una fuga, quella dalla prigione imposta dal personaggio Melissa P. alla giovane Melissa Panarello.

Olga Campofreda

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  1. Sono a metà del libro. Complimenti. E non tanto per la scrittura, i “dopo 10 anni”, perchè fa riflettere. O meglio, io aimeh mi ci ritrovo e non poco, spero che per altri lettori sia un modo per riflettere. E forse (ma sono una romanticona io) li facci anche tacere qualche volta.

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