Ho le mani sporche di vernice e polvere, la testa piena di vento. 

Il vento mi destabilizza, scompone gli equilibri. Così mi sono svegliata tardi, ho fatto colazione con il riso al curry e uvetta sultanina cucinato ieri sera, una tazza di orzo.

Non avevo voglia di fare niente, ma nemmeno voglia di riposare. Sono quelle giornate di patetica confusione che coincidono, sempre, con l’ovulazione. Giorni in cui ti tagli i capelli da sola o fai ordine laddove non c’è bisogno, ti stringi il seno perché pensi sia enorme, ma è solo la sciocchezza che è sempre stato. Visto che sto rivoluzionando casa, sarebbe stato il giorno perfetto. Ma sono nove giorni che non mi fermo e ora il vento scuote i pensieri che si sono accumulati tutti dentro la testa.

Dopo aver tentato un riposo abbracciata alla mia gatta Slotty che detesta anche lei il vento, mi sono tirata su dal letto convincendomi che ancora un paio di giorni, ancora qualche sforzo, e sarà tutto finito.

La stanza dell’amore è completa. Non mi convince, forse perché non mi convince l’amore. Mi piace molto la pianta che continua a crescere rigogliosa, la prima pianta che risponde con convinzione alle mie cure. Mi piace l’esattezza delle forme che coincidono con angoli di muro. Mi piace l’ordine perfetto dei libri. Credo serva un tappeto da srotolare fra il divano e la tv, ma non ho abbastanza soldi per un buon tappeto, dovrò aspettare le royalties, a maggio.

La gatta Giunki continua a mordicchiare la jucca, secondo la mia amica Paola la jucca per i gatti è droga. Giunki si droga.

 

Il gatto Annibale, invece, è allergico alla polvere. Starnutisce in continuazione, si gratta il naso con le zampe. Ne ho sollevata troppa, me ne scuso.

Ho la pelle delle mani secca, crepata su più punti. La mia amica Chiara dice che devo usare l’olio di mandorle. Ho strizzato stracci, passato vaporella, comprato dei nuovi detersivi più efficaci.

Ho trovato molte monete sparse in giro, ovunque. Non sono tutti euro, c’è qualche penny, pesos argentini, boliviani, sol peruviani, dollari cubani. Non me la sento di buttare via i soldi, anche se al momento inutili. Li ho raccolti dentro vecchi portafogli, fra qualche tempo me ne sarò dimenticata.

Oggi è sabato e io non esco, c’è vento là fuori.

 

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0 thoughts on “Diario di una ristrutturazione/giorno 9 Commenti

Vento, freddo, casa, cani, stufa. Niente stanza dell’amore (sospiro nostalgico), mi consolo con l’autobiografia di Keith Richards (impossibile non amarlo).

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il vento è un po’ uno spazio mentale, mi hai fatto tornare in mente questo brano:

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Eviterei il tappeto. Raccoglie molta povere e va igienizzato di continuo. La Vaporella sarebbe sempre sotto… pressione. Annibale mi fa molta simpatia, non vorrei che continuasse a starnutire… Una carezza anche a Giunki e Slotty, ovviamente.
Dovresti creare una stanza dello Scirocco, secondo me. E’ utile. Ma credo tu lo sappia bene.
Per le piante, opterei per il Pothos. Cresce anche senza terra, ma desidera il sole, anche se in modo non eccessivo. Basta ricordarsi di tenere la parte radicale immersa in molta acqua. L’ideale se non hai troppa voglia di curare il tuo piccolo angolo di verde.
Una Nolina può esserti utile perché mangiafumo. Devi tenerla lontano dall’aria fredda, al sole.
Penso troveresti interessanti anche le piante di Alocasia macrorrhiza, più note come orecchie d’elefante. Se tenute in ambiente caldo danno soddisfazione.
Anche se il fiore che più ti assomiglia credo sia il Phalaenopsis. Meglio se di colore bianco o rosa.
per le mani, Cera di Cupra. Me la consigliò una persona a me molto molto cara. La scelta migliore per le screpolature.

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detesto il vento da quando ho memoria
la mia gatta nera/argento, Luna, quando tira vento resta in casa, oppure torna tutta trafelata e con la testa bassa
le da’ fastidio che le scompigli il pelo

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il vento mi salva la vita,il respiro e la passività dei miei nervi da quando sono nata.sono libeccio,e di libeccio ho bisogno.
non lo pensare troppo noioso,il vento.pensa che ti spazza via la polvere.fin dentro le interiora.

giunki is a junky.era già scritto nel suo nome.

sei bella,così triste.
Carlotta.

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Melissa
Panarello

Scrittrice, agente letterario e altre cose.
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Nata a Catania nel 1985. Oltre ai suoi libri ha scritto e interpretato i podcast Love Stories, di cui esistono tre stagioni, C’era una volta e c’è ancora e Pornazzi per Storielibere. Collabora regolarmente con La Stampa, Tuttolibri e Specchio, dal 2011 ha una rubrica di astrologia sul settimanale Grazia. Nel 2020 ha fondato l’agenzia letteraria PAL / Piccola Agenzia Letteraria. Il suo ultimo libro, “Storia dei miei soldi”, è stato candidato al Premio Strega 2024.

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