Mentre scrivo suonano i Deep Purple. Il computer dell’internet point è molto più fico del mio, solo che non ci sono accenti sulla tastiera. Fa caldo e due docce non sono bastate. Siamo arrivati stamattina alle 6 con un traghetto da Bari carico di pellegrini palermitani che andavano in visita, pagati dalla loro parrocchia e quindi dal Vaticano, in una città a qualche chilometro da Dubrovnik dove, dicono, è apparsa la Madonna.

Scambio quattro chiacchiere con una di loro, facendole credere che io sia una credente convinta. Mi dice che tutto questo “è troppu bellissimu” (ci credo, se non sono soldi tuoi) e mi consiglia di chiedere al mio parroco quando sarà il prossimo pellegrinaggio. Certo, le dico, senz’altro. Oggi, poi, è la giornata mondiale della gioventù. Benissimo, dico.

Stanotte, in alto mare, le signore hanno pensato bene di intonare canti religiosi mentre dormivamo stesi sulla moquette anni ottanta del traghetto, gli unici a bordo a non dormire in cabina. Ci hanno imposto di ascoltare le loro canzoni, e questo è un esempio chiaro di come questa gente dia per scontato che tutti sono credenti. Che fastidio possono dare dei coretti? So solo che se avessimo messo su i Metallica tutta la notte, qualcuno si sarebbe incazzato. Ma, come sempre, ha ragione la maggioranza.

A Dubrovnik tutti americani grassi, quindi domani partiamo. Raggiungiamo Ploc (tastiera di merda) e poi avanziamo verso Sarajevo. Tutto bene, tutto a posto.

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