Non andate a Mljet se, come me, non siete tipi troppo sportivi, evitate di affittare una bicicletta. Mljet è una splendida isola croata, forse l’isola in cui Omero collocò la bella Calipso. Arrivata con il traghetto da Dubrovnik, credo che affittare una bicicletta sia la cosa giusta da fare quando si decide di abbandonare una vita sedentaria per una, diciamo cosi, più avventurosa.

La strada è tutta in salita e pare che non voglia né scendere né appianarsi. Torno dal tizio che mi ha affittato la bici e gli dico che per me è troppo. Lui risponde che dopo settecento metri la strada diventa pianeggiante e non avrò problemi. Ok, gli dico.

Uno scoglio bianco riparato dal sole mi sembra il luogo perfetto dove riposarmi. Non appena finisco di stendere l’abbronzante, un’ape grossa come una noce e dai colori psichedelici si avvicina e mi ronza intorno. La ignoro, ma dopo comincio a spruzzare acqua generando una reazione violenta e inaspettata: l’ape chiama a raccolta le sue compagne e da questo momento per me è finita.

Riprendo la bicicletta e comincio a correre ignorando i cartelli stradali che indicano Polace, la cittadina dove ho affittato questa diavoleria. Dopo mezz’ora di fatica e paura, intravedo Polace ma non riesco a uscire dal bosco stregato perché ci sono case tutt’intorno. Distrutta e in lacrime, chiedo a una vecchia signora se io e la mia bici possiamo usare la scala di casa sua per tornare in paese. Lei sorride e mi lascia passare.

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