“Fashion or Porn?” è il nome di un quiz che in questi giorni sta girando su Facebook. La ragazza nella foto è seminuda e bella, ci sono le parole porn e game che già di per sé costituiscono ottimi motivi per aprire la pagina e giocare a quello che si rivela essere il quiz d’intelligenza più difficile del decennio. Vengono proposti particolari di quaranta foto ed è da quei particolari che bisogna indovinare se si tratta di un’immagine pubblicitaria o di una scattata in set porno.. I creatori del test non hanno minimamente pensato di aiutare i fannulloni che decidono di giocare, così capire se si tratta di una foto porno o fashion risulta praticamente impossibile (a meno che, come me, non vi arrendente e giocate tutto il giorno così da conoscere ormai ogni foto). La discriminante, ovviamente, sono i genitali. Dove ci sono genitali ben esposti e “in azione”, si tratta di porno. Il resto è arte. Un’altra differenza la traccia lo sguardo: dove ci sono occhi languidi oppure divertiti, si tratta di porno. Se sono vuoti, senza espressione, sono occhi prestati alla moda. Anche le piante finte possono aiutare: nei set porno, per qualche misteriosa ragione, usano sempre ficus benjaminus  di plastica.

Quello che stupisce è quello che in realtà già sappiamo tutti, ovvero che il confine fra pornografia ed erotismo è sempre più sfocato, che l’erotismo è morto negli anni 80, quando lo spietato Patrick Bateman spiava gli hard bodies dal suo divanetto nel privé oppure quando in Italia Umberto Smaila sorrideva beato fra le ballerine di Colpo grosso. Il mercato ha semplicemente capito che la pornografia frutta molti più utili dell’erotismo, dopotutto l’etimologia del nome è molto chiara: il verbo pernemi (da cui porne, meretrice) significa appunto vendere. Se vuoi vendere, dunque, devi usare lo stesso linguaggio della pornografia, ma con un’eccezione: salvare i genitali. Seguita quest’unica, semplice regola, puoi fare quel che vuoi: chiedere alla modella o all’attrice di mimare un orgasmo per vendere un pacchetto di fazzoletti, alludere a un ménage-à-trois per sponsorizzare una concessionaria di auto usate, far calpestare un uomo da un tacco 12 per mostrare l’ultima, strepitosa collezione primavera/estate.

ImageLa pubblicità e il mercato devono tutto alla pornografia. La pornografia, al contrario, non ha debiti con nessuno. Lei è quel che è: sfrontata, volgare e sincera.  Mentre tutti gli altri linguaggi strizzano l’occhio, la pornografia ha la capacità di guardarti con tutti gli occhi aperti, anche un po’ infantili. E’ questo che la rende irresistibile, tanto invidiata e imitata.

Roman Polanski dice che mentre l’erotismo usa solo una piuma, la pornografia usa il pollo intero. Le pubblicità proposte nel gioco, che sono le stesse che vediamo tutti i giorni, ovunque, usano un’ala o un petto di pollo. Questo significa che presto arriveremo tutti a mangiare il pollo intero? Che si abbandoneranno le allusioni e diventerà tutto pornografia? Non credo. Il mercato, oltre che di sesso, ha bisogno di nutrirsi di mistero. Se non alimenti il mistero anche i messaggi sessuali perdono potenza, non hanno più valore. La coscia di pollo, dunque, è il limbo cui siamo approdati e su cui rimarremo per molto, molto tempo.

Sono fermamente convinta che associare il corpo al sesso non sia di per sé umiliante né tantomeno scandaloso. E’ anzi separandoli che si creano sempre più fratture, crisi identitarie, sessuofobia. Il corpo è anche sesso e il sesso, immagino/spero/credo, non è umiliante per nessuno. L’uso che il mercato fa del corpo e del sesso non toglie senso e bellezza ai corpi e ai desideri sessuali: se una società ha una coscienza sessuale definita, se non ha paura delle sessualità in tutte le sue forme, se non ha paura del corpo e delle infinite possibilità in esso racchiuse, come può un cartellone sull’A1 minacciare l’identità sessuale, denigrarla? Ogni cosa è spettacolo e lo spettacolo, per sua natura, si ciba di e vomita menzogna.

Scoperto il trucco, siamo tutti liberi.

Posted in ArticoliTagged
Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta